Il Massaggio Thai - la storia

Le origini del Massaggio Thai si perdono tra storia e leggenda.

La leggenda vuole che l’iniziatore del massaggio thailandese sia il medico amico e compagno di viaggio del Buddha, Jivaka Kumar Bhacca, in Thailandia conosciuto come Shivago Komarpaj. 

 


Bhacca approfondì la conoscenza della medicina ayurvedica, già in uso in India da diversi secoli, e della medicina tradizionale cinese. Grazie alle conoscenze acquisite su erbe, minerali e discipline mediche, elaborò la tecnica terapeutica su cui si basa la medicina tradizionale thailandese e il massaggio.

Si possono, infatti, riconoscere, nel massaggio thai, influenze ayurvediche: alcune tecniche fanno assumere al paziente posizioni molto simili a quelle utilizzate nello yoga. E alcuni principi del massaggio thai si ricollegano agli strumenti terapeutici della medicina tradizionale cinese: i meridiani trattati sono gli stessi, i principi di riflesso e di riequilibrio energetico sono simili, anche se vi sono sostanziali differenze nella manualità e nelle modalità di intervento.

L’altra componente che lo caratterizza, ovvero la parte dinamica di stretching, si fa risalire alla cultura Indiana dello Yoga. I principi cardine del massaggio, ovvero la teoria dei Sen, è un altra testimonianza importante sul ruolo che riveste la spiritualità nella cultura del benessere e dei metodi di guarigione.

 

I monaci stessi usavano praticare i massaggi nei loro templi, sia come cura che come tecnica per allentare le lunghe sedute di meditazione, insieme ad una particolare forma di Yoga conosciuta come Luesri dadton, che consta in 127 differenti posture.

Attraverso questa bellissima tradizione inoltre si è garantita la possibilità di conservare la tecnica attraverso i secoli, fino ad oggi.

 

Nella storia recente  durante l’era in cui la capitale del Regno era Ayutthaya, nel 1455 il suo Re Barommatrikolokkanat istituì ufficialmente un dipartimento statale dedicato al massaggio.

 

In seguito alla distruzione della città, dovuta agli scontri con la Birmania, molti scritti andarono persi e ciò che rimane è custodito al tempio del Wat Pho di Bangkok.